Intervista a Valeria Campagna: “Siate cittadini attivi”

È il 5 giugno 2016 e a Latina, al primo turno delle elezioni amministrative, una ragazza di 18 anni, candidata al consiglio comunale, ottiene 256 voti, che le permettono, due settimane dopo, il 19 giugno, grazie alla vittoria, al ballottaggio, della lista di cui fa parte (Latina Bene Comune), di diventare consigliere comunale. Questa ragazza, che ora ha 19 anni (20 ad agosto), si chiama Valeria Campagna.

Ho avuto l’occasione di intervistarla.

In che modo è nato l’interesse per la politica?

La passione per la politica è nata dalla scuola. Già dal primo anno di liceo mi sono iscritta ad un’associazione studentesca interessandomi alle problematiche e alle esigenze degli studenti. Negli anni successivi mi sono candidata come rappresentante di istituto e dal terzo anno sono stata eletta come rappresentante, ruolo che ho inteso come servizio per la mia comunità scolastica. Quello del servizio è uno dei valori fondamentali che mi è stato trasmesso dall’ambiente degli scout dove sono cresciuta insieme all’amore per il mio territorio e alla volontà di migliorarlo.

Quando e come hai deciso di impegnarti per Latina? 

Ho accolto l’invito di Rinascita Civile (associazione culturale dalla quale poi è nata la lista di Latina Bene Comune) che mi chiese di partecipare a un forum di associazione di idee due anni fa. Erano i mesi in cui si valutava l’idea di mettere su un movimento politico e civico. Inizialmente ho partecipato senza l’idea di dovermi candidare, poi è nato il gruppo di giovani e ho dato la mia disponibilità a candidarmi. Era un ambiente in cui mi trovavo a mio agio e da cui ricevevo continui stimoli. Il movimento ci ha sempre tenuto molto in considerazione, ci siamo sentiti coinvolti e partecipi di una parte di politica cittadina. Lì ho capito che candidarsi con LBC era la scelta giusta da fare!

Come hanno reagito i tuoi amici a questa tua volontà? 

LBC è diventata una priorità per me sin dai primi giorni. Questo ha comportato la necessità di sacrificare un po’ la scuola e un po’ la vita privata: studiavo la sera dopo le riunioni e uscivo molto meno con i miei amici. Alcuni all’inizio erano un po’ perplessi per questa mia scelta. Quando poi si sono accorti che ci credevo e che per me era una cosa seria, ho ricevuto l’appoggio di molte persone a me vicine. In tanti hanno creduto in me e anche quelli che inizialmente non capivano cosa mi spingesse a farlo poi mi hanno appoggiato.

Hai dovuto camminare da sola o hai ricevuto il sostegno di qualcuno?

I miei amici, la mia famiglia e alcuni dei miei professori mi hanno appoggiato fin da subito. In particolare Andrea, il mio ragazzo, mi è stato vicino più di qualsiasi altra persona ed è stato capace di essere sempre di supporto e mai un peso.

Qual è stata la cosa più difficile dei mesi precedenti alle elezioni?

Conciliare tutto! Studio per la maturità, vita privata, altri impegni con la campagna elettorale. È stato molto faticoso e mi ha portato a vivere mesi davvero “movimentati”. Ma se potessi tornare indietro rifarei tutto!

Qual è stata invece quella che ti ha soddisfatto di più?

Le soddisfazioni non sono mai mancate. Dai piccoli successi degli eventi che organizzavamo, ai successi personali. La soddisfazione grande è stata capire che intorno a me ero circondata da persone che mi stimavano e che erano pronte a sostenermi. Ho capito che tutti i sacrifici che avevo fatto in questi anni erano serviti a diventare una persona credibile e apprezzata da tanti.

Cosa hai provato quando hai saputo di aver ottenuto così tanti voti?

La sera del ballottaggio la ricorderò per sempre. Eravamo tutti sotto il palazzo del Comune a festeggiare, increduli per quello che eravamo riusciti a fare. Immersa in quella gioia e in quell’euforia non ho realizzato da subito il significato della mia elezione. Ero felice per aver ottenuto tanti voti ma in particolar modo perché LBC aveva vinto. L’emozione grande è arrivata quando mi sono seduta nell’Aula Consiliare. Lì ho capito dove ero arrivata.

Ti aspettavi un risultato del genere? 

Sinceramente no. Ho lavorato tanto e ho cercato di portare voti alla mia lista affinché venisse eletto un consigliere giovane, ma non ho mai mirato alla mia elezione. Abbiamo operato come squadra. Non pensavo neppure di ottenere la metà dei voti che ho avuto visto l’alto numero di candidati presenti alle elezioni (quasi mille).

E ora in consiglio comunale cosa sei riuscita a realizzare?

In Comune faccio parte delle Commissioni Politiche giovanili e Città Internazionale, Trasporti, Cultura e Bilancio perché sono i temi che trovano più riscontro nella vita dei giovani. Attualmente sto lavorando  per l’istituzione del forum dei giovani che credo sia un importante strumento per dare ai giovani l’opportunità di partecipare alla vita politica della propria città. Inoltre come amministrazione abbiamo avviato un percorso con i rappresentanti di istituto delle scuole superiori che da anni volevano essere accolti ed ascoltati. Poi c’è da lavorare sul rapporto tra scuola, università e mondo del lavoro.

Quali altri obiettivi hai in consiglio comunale? 

Vorrei poter diventare un ponte fra l’amministrazione e il mondo dei giovani cercando di farmi portatrice delle loro esigenze.

In generale, in Italia com’è e come dovrebbe essere secondo te il rapporto tra i giovani e la politica?

Non si può negare che molti giovani siano lontani dalla politica perché la vita a vent’anni è un’altra, ma non è difficile coniugare le due cose, soprattutto se ci si trova in un ambiente politico che risulta stimolante. Il disinteresse e la lontananza dei giovani da questo mondo credo siano dovuti alla mancanza di strumenti che si hanno per poterlo fare. Dai racconti di genitori, professori e in generale dagli adulti ho capito che la loro giovinezza era basata sulla militanza attiva. Adesso questo non esiste più. La partecipazione ha trovato un altro modo di esistere. Io credo che si debbano cercare ed inventare nuovi strumenti per avvicinare i giovani a questo mondo. Inoltre, credo sia fondamentale che i giovani siano rappresentati nei luoghi decisionali.

Cosa vuoi fare da grande? 

La politica è una delle mie passioni, quello che farò nei prossimi anni di preciso ancora non lo so. Se anche questa fosse una parentesi rimarrà un’esperienza importante per il mio percorso. La scelta che ho fatto all’università mi indirizza verso una carriera di tipo politico e/o amministrativo. Ma adesso ancora non ho un’idea chiara di cosa voglio fare, per ora coltivo la mia passione per la politica e mi piacerebbe continuare a farlo in futuro.

Un messaggio ai tuoi coetanei?

Interessatevi alla vita della vostra città, siate cittadini attivi. Mettete la passione in ogni cosa che fate perché con un pizzico di passione e determinazione si possono fare grandi cose, in qualsiasi ambito della vita!

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